Potenziare le Funzioni Esecutive dei tuoi calciatori: il metodo Sosef

Dalla fusione tra l’amore per il calcio e la scienza può nascere davvero qualcosa di rivoluzionario? Noi pensiamo di sì e oggi vi raccontiamo come questo connubio abbia portato alla nascita di un nuovo modo per fare scuola calcio

Cosa succede quando a una passione grande si applica il metodo scientifico? Cosa succede quando si ha l’intuizione di legare la neuropsicologia al calcio? Dalla fusione tra amore per il pallone e scienza può nascere davvero qualcosa di rivoluzionario? Noi pensiamo di sì e, per dimostrarlo, vi raccontiamo la storia di un caso di innovazione e di cura del benessere dei giovani calciatori nato proprio dall’applicazione di studi scientifici allo sport più bello del mondo.

Oggi vi raccontiamo cos’è il metodo Sosef, attraverso le parole del dottor Luciano Faccioli, Neuropsicologo dello Sviluppo e Istruttore di calcio UEFA B. Insieme alla dottoressa Corina Benini, educatrice e laureata in Scienze Motorie, Luciano Faccioli ha elaborato questo metodo di allenamento innovativo, raccogliendone i dettagli nel libro “Una nuova scuola calcio”.

Ecco cosa ci ha raccontato Luciano:


Cos’è il metodo Sosef

“Il metodo SOSEF (Soccer School Executive Functions) è un sistema di allenamento pensato per potenziare le Funzioni Esecutive (FE): si tratta di quelle competenze cognitive che afferiscono al sistema attentivo e che ci permettono di analizzare le variabili ambientali, permettendoci di leggere la situazione e programmare un’adeguata risposta comportamentale.

Il metodo SOSEF consiste in giochi dove si sollecitano in modo specifico l’allerta, l’attenzione, la memoria di lavoro, il controllo esecutivo, lo shifting attentivo. Queste sono le low level executive functions (LEF) individuate nella letteratura scientifica come discriminanti tra i (piccoli) giocatori di calcio di alto livello (FE alte)  e quelli di basso livello (FE basse). Per i giocatori di calcio più grandi si parla invece di high level Executive Functions (HEF) che sono: ragionamento, pianificazione, flessibilità.

Possiamo dire che le LEF sono il prerequisito per le HEF.

I giochi del metodo SOSEF, come dicevo, vanno a stimolare le FE, aspetti importanti per la formazione e la crescita personale dei bambini prima ancora che calcistica, ma sono declinate sul calcio (o meglio sull’intelligenza calcistica) perché sono stimolate attraverso attività di gestione delle componenti spazio temporali, che come sappiamo sono aspetti fondamentali della (futura) tattica calcistica.

Chiarisco: qui non si lavora sulla tattica calcistica, ma sui pre-requisiti sui quali si fonda l’intelligenza tattica futura. Con questi giochi i bambini imparano ad analizzare la situazione ambientale e a decidere velocemente dove, quando e come muoversi nello spazio”.


Un metodo rivoluzionario

"L’aspetto rivoluzionario è che si potenziano la capacità di elaborazione delle informazioni ambientali e di gestione spazio-temporale insieme a principi fondamentali del calcio maturo come postura, timing e comunicazione dei passaggi, temporeggiamento, adattamento e ri-adattamento alla situazione di gioco, in maniera semplice efficace e del tutto naturale, a partire già dai 5 anni. Senza contare che una stimolazione di questo tipo ha ricadute anche sugli apprendimenti scolastici.

Bisogna specificare una cosa: il metodo sosef non è un metodo di allenamento globale, che ingloba tutta la didattica calcistica della scuola calcio. Si tratta di stimolazioni mirate da attuare nell’attivazione, o nella parte iniziale di ogni seduta perché durano 15-20 minuti. Se fatti sistematicamente ad ogni allenamento tanto basta per potenziare le FE dei bambini e la loro capacità di gestire le dimensioni spazio-temporali".


La necessità di creare un nuovo metodo di allenamento

"Da 27 anni lavoro con i bambini (non solo alla Scuola Calcio: ho fatto l’artista di strada a l’animatore con spettacoli per bambini e lavoro come neuropsicologo dello sviluppo), ma da 15 anni a questa parte ho sentito la necessità di introdurre nell’attività di calcio una forte componente cognitiva per dare ai bimbi più competenze personali da spendere sui campi da calcio e nella vita: sono fermamente convinto che una scuola calcio sia a tutti gli affetti una agenzia educativa e quindi è obbligatorio lavorare per uno sviluppo a 360° dei bambini della scuola calcio, anche pensando al fatto che più della metà di loro non continueranno a giocare a calcio da grandi".


Unire la neuropsicologia al calcio

"L’intuizione di unire la neuropsicologia al calcio è nata dall’esigenza di fornire più 'strumenti' di sviluppo possibile ai bambini. In questo mi ha aiutato il mio lavoro di psicoterapeuta, praticamente non ho fatto altro che trasportare i concetti e le pratiche che uso in terapia neuropsicologica per potenziare l’intelligenza verbale, l’intelligenza matematica, l’intelligenza visuo-spaziale ecc, sui campi da calcio per potenziare l’intelligenza calcistica. Ecco un altro punto rivoluzionario del metodo Sosef!".

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