Portiere si nasce o si diventa? Nasce l'appuntamento settimanale di Spond dedicato ai portieri

Per tutto il mese di dicembre, Spond porrà le vostre domande sul ruolo dell'estremo difensore a Francesco D'Achille, preparatore dei portieri della S.S. Romulea. La prima è: portieri si nasce o si diventa?

Qualche settimana fa, dopo avervi parlato di quanto sia importante curare i portieri sin da piccoli, ci avete inviato tantissime domande relative all’argomento. Per questo, per tutto il mese di dicembre, ogni mercoledì Spond fornirà una risposta alle vostre curiosità in merito, ponendole a un esperto del settore.

Si tratta di Francesco D’Achille, preparatore dei portieri della Romulea, una delle squadre storiche della Capitale. Dopo una carriera da giocatore, che l’ha visto nella Primavera di squadre del calibro di Lazio e Frosinone e poi in Serie D ed Eccellenza con Astrea e Almas, Francesco si è abilitato presso la FIGC come preparatore dei portieri e ha conseguito una laurea in Scienze Motorie ed un Master Management dello Sport.


La prima domanda che gli abbiamo posto è stata inviata da Alfonso: "Può sembrare una richiesta banale, ma forse è la più difficile: portieri si nasce o si diventa?"

La parola a Francesco.

Un ruolo che si evolve nel tempo

"Non è affatto una domanda banale. Pensate che mi è stata posta anche in seduta di laurea! Posso dirvi che la risposta sta nel mezzo, ma per spiegarvelo vorrei farvi prima una grande premessa. 
Quello del portiere è un ruolo che continua ad evolversi e a  cui vengono avanzate sempre più richieste. Una di queste, che si è sviluppata negli ultimi anni, è quella di avere una grandissima capacità tecnica.  Originariamente questa figura era pensata unicamente per proteggere la porta, poi più avanti è stata utilizzata anche per proteggere l’area di rigore con le uscite alte. Nel corso del tempo è nata l’esigenza di un estremo difensore capace di effettuare un gioco che coinvolgesse anche un po’ i piedi, fino ad arrivare ad oggi: adesso il portiere è un vero e proprio regista. Oggi tanti portieri sono pagati milioni di euro e di loro leggiamo sui giornali che “è fortissimo con i piedi”. Tanti allenatori che fanno della fase di impostazione da dietro il loro punto di forza - per esempio il Barcellona o il Manchester City di Guardiola - esigono un portiere con queste caratteristiche".

Portieri si nasce

"Fatta questa grande premessa, dico che portieri ci si nasce perché ha bisogno di una grandissima componente caratteriale, un grandissimo controllo del carattere e dell’emotività, che sono caratteristiche di solito innate.

E’ ovvio che il ragazzo dovrà essere guidato nella gestione di queste emozioni, specialmente quando compie un errore, anche in base a come il ragazzo reagisce quando sbaglia: se è un ragazzo intelligente calcisticamente che fa tesoro degli errori e cerca di non commetterne, oppure se si tratta è un ragazzo che si abbatte molto e quindi tenderà a fuggire dall’errore e quindi magari a abbandonare il ruolo o sport.  Inoltre, purtroppo, bisogna tener conto anche della componente fisica che per un portiere è una condizione necessaria per arrivare a livelli alti: un portiere ha bisogno di una struttura fisica importante. Certo, di Peruzzi ce n’è uno ogni 30 anni, ed è più facile trovare un portiere che abbia un fisico alla Handanovic, che incarna appunto grande presenza fisica, grande forza, elasticità… purtroppo, in questo, madre natura deve dare la sua mano.

Per tutti questi motivi e da questo punto di vista posso dirti che portieri ci si nasce".

Portieri si diventa

"Ma portieri ci si diventa anche, perché, come già anticipavo, la componente tecnica è fondamentale, e la si apprende mediante tutti quei tipi di lavoro tecnico a cui i ragazzi sono sottoposti prima nell’età dello sviluppo e poi nella maturità.

Avere un preparatore dei portieri esperto dal punto di vista motorio, e che conosca il corpo umano, la fisiologia, l’anatomia è una cosa importantissima. Purtroppo oggi ci sono preparatori che un po’ si improvvisano. A volte mi capita di sorridere guardando alcuni colleghi che prendono esercizi di portieri di serie A e li adattano a ragazzi del 2005. E’ ovvio che questo tipo di allenamento non può essere efficace con un ragazzo così giovane".


Grazie Francesco! Appuntamento alla prossima settimana per la prossima domanda.

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