Essere un buon ex giocatore non vuol dire sempre essere un buon allenatore

Nessuno conosce le dinamiche del calcio quanto un giocatore. Nessuno, tranne l’allenatore. In questo articolo ti spieghiamo cosa manca ad un buon ex calciatore per diventare un bravo mister.

Gli ex giocatori d'alto livello che diventano allenatori sono in grado di conquistare immediatamente il rispetto grazie alla loro carriera passata. Conoscono bene il campo, lo sport, il club, i tifosi e, soprattutto, sanno come vincere.

C’è da dire, però, che proprio come un alunno non potrebbe sostituire il maestro solo perché va a scuola tutti i giorni, giocare non vuol dire sempre saper allenare. Tuttavia, rimane legittimata all'interno delle cultura sportiva l’idea che un background di gioco professionale sia l'unico criterio per diventare un allenatore di successo. Ovviamente, non è così.


Che ruolo ha l'esperienza di gioco?

Le esperienze di gioco danno ai calciatori l'opportunità di imparare ad allenarsi dai propri allenatori. L'esperienza di gioco contribuisce a sviluppare capacità di coaching relative alle conoscenze specifiche dello sport, come per esempio gli aspetti tecnici e tattici, e un certo grado di "socializzazione organizzativa".

Tuttavia, queste esperienze possono solo dare una visione parziale dell’allenamento, e non raccontano cosa vuol dire davvero essere un mister: quello che manca è ciò che accade lontano dal campo, le innumerevoli ore trascorse a pianificare e preparare la gara, la complessa organizzazione degli impegni e le riflessioni auto-provocatorie che gli allenatori di qualità intraprendono durante la loro carriera.

Questo può dare qualche idea sul perché gli ex giocatori che si trasformano direttamente in mister, spesso, affrontano diverse difficoltà.


Problemi e potenziali soluzioni

Quindi, cosa c'è di sbagliato negli ex giocatori d'élite che si stanno immediatamente spostando nel ruolo di allenatore? Innanzitutto, un problema di etica: l'assunzione di campioni recentemente “pensionati” rispetto a quelli con livelli più alti di qualifiche ed esperienza, è discriminatorio ed ingiusto.

Assoldare un allenatore dovrebbe essere una pratica che include una valutazione approfondita e razionale della concordanza tra i background dei candidati e le esigenze della squadra.

Infine, gli allenatori e coloro che li impiegano dovrebbero riconoscere che l'apprendimento non si ferma mai: non ci si può sentire arrivati semplicemente perché si è i migliori nel proprio ruolo. La formazione continua, il costante apprendimento sono atteggiamenti  fondamentali nel frenetico mondo dello sport, dove ogni giorno c’è una novità grazie ai progressi di medicina e tecnologia

Se sei stato un bravo giocatore, non significa che puoi allenare senza doverti preoccupare di accrescere le tue qualifiche ed esperienze. Per il bene dell’intero sistema calcistico, è molto importante assicurarsi di non lasciare che i bambini siano affidati a persone preparate.

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